Ieri sera ho visto Anno Zero e il documentario della BBC sui preti pedofili.
Sono sconvolta!
Certi "esseri" non dovevano diventare preti e non dovrebbero continuare ad esserlo.
La grande colpa della chiesa consiste nella poca chiarezza.
Basta con il latino e la filosofia!!!!
Fatevi capire, parlate terra terra come NOI!
E' ovvio che la chiesa è contro i pedofili ma i documenti letti ieri sera possono essere davvero fraintesi.
Inoltre, questo rinchiudersi a riccio, questo trincerarsi dietro al silenzio o al riserbo (come lo vogliate chiamare), somiglia all'insabbiamento e non può essere così! E sicuramente non sarà così, ma è ora che la chiesa scenda al nostro livello! Ditelo chiaro ed in una lingua comprensibile.
venerdì 1 giugno 2007
venerdì 25 maggio 2007
"La terra iè sicca. Il traffico, tentacolare"
Un caldo asfissiante denso di umidità ci tormentava da giorni ormai e il cielo sgombro da nuvole lasciava presagire il perdurare di tale situazione. Continuavo a camminare grondando sudore. Mi fermavo ogni tanto per bere la mia 1/2 naturale, ormai 1/10 di naturale. In lontananza il calore rilasciato dall'asfalto, deformava il paesaggio rendendolo simile ad un miraggio. L'aria era irrespirabile per il caldo e i gas di scarico delle auto, disordinatamente in fila al semaforo. Automobilisti strombazzanti e impazienti affollano la strada creando un traffico smisurato e sproporzionato alle effettive risorse della città. Incollati alla pelle i vestiti costituiscono una nuova epidermide. Pieni di polvere e smog, i capelli, simili a stoppa ormai, incorniciano un viso trasfigurato. Espressioni di sofferenza e smorfie di insofferenza segnano i lineamenti. Tra un'oasi e l'altra di ombra creata da scarni alberi o da una pensillina, avanzo in questo deserto affollato. Lo scirocco ferisce le braccia e il viso. I piedi sempre più gonfi, fasciati dalle cinghie di cuoio dei sandali, sostengono un'andatura sempre più stentata. La gola arsa dalla salivazione azzerata chiede refrigerio. Al primo bar mi fermo. Aria condizionata sparata a 1000. "Un'aranciata per favore" . La trangugio in un secondo, pago ed esco ad affrontare nuovamente il clima torrido. Le gambe percorrono in automatico il solito percorso quotidiano. Senza quasi rendermene conto, avanzo metro dopo metro e i due chilometri che separano l'ufficio da casa, scorrono e diventano in breve due metri. Due metri dalla meta: il portone di casa, due metri dallo strameritato refrigerio del clima domestico, opportunamente condizionato. Ascensore occupato (tanto per cambiare). Va beh due piani non sono poi tanti. L'utimo sforzo. Ecco inserisco la chiave nella toppa giro, finalmente a casa! Mi accascio sul divano do una carezza stentata al cane, accendo la TV e con mesta tristezza penso che tra sole due ore dovrò ripercorrere la stessa strada a ritroso. Sotto il sole, dovrò tornare al mio posto, legata alla catena, in ufficio a far danzare veloci le dita sulla tastiera del computer per inserire dati contabili ormai senza senso per me. Ma mancano ancora due ore! Mi godo la mia pausa, non penso a nulla, mi abbandono, mi addormento non ho neanche fame.
mercoledì 9 maggio 2007
Quello che per me è importante
Il mio pupo ha imparato a camminare. Avanza barcollando, casca e si rialza. Non si arrende, è tenace. Cammina con le mani avanti per proteggersi dalle cadute e ride, ride, ride.
Corre per tutta la casa, e osserva e tocca tutto con l'immenso piacere della scoperta.
Pensavo che tornando a lavorare me lo sarei perso. Ma mi ha aspettata! L'altra sera tornando a casa questa bella sorpresa, per me ed il suo papà. Non ce lo siamo perso! Quando è nato ho deciso di lasciare il lavoro (anche se con un solo stipendio è dura), perchè le mie priorità sono cambiate. Sono cambiate repentinamente. Abbiamo rischiato di perderlo alla nascita, io e mio marito abbiamo passato tanti momenti brutti, ma qualcuno lassù, ci ama e lo ama! Ho mandato a quel paese il lavoro, il mobbing e le beghe con le colleghe. Ho capito cosa è importante. Adesso a causa del vil denaro ho ripreso a lavorare, ma non me lo sono perso e sono felicissima!
Corre per tutta la casa, e osserva e tocca tutto con l'immenso piacere della scoperta.
Pensavo che tornando a lavorare me lo sarei perso. Ma mi ha aspettata! L'altra sera tornando a casa questa bella sorpresa, per me ed il suo papà. Non ce lo siamo perso! Quando è nato ho deciso di lasciare il lavoro (anche se con un solo stipendio è dura), perchè le mie priorità sono cambiate. Sono cambiate repentinamente. Abbiamo rischiato di perderlo alla nascita, io e mio marito abbiamo passato tanti momenti brutti, ma qualcuno lassù, ci ama e lo ama! Ho mandato a quel paese il lavoro, il mobbing e le beghe con le colleghe. Ho capito cosa è importante. Adesso a causa del vil denaro ho ripreso a lavorare, ma non me lo sono perso e sono felicissima!
martedì 8 maggio 2007
Un classico intramontabile

Il romanzo è ambientato durante l'età dell'oro della pirateria. Narra di una vecchia mappa del "tesoretto" ritrovata fortuitamente dai protagonisti (la ciurma dei parlamentari). Il protagonista trova la mappa nella locanda "la finanziaria" e parte con la ciurma dei parlamentari per la penisola del tesoretto. E' una storia di ammutinamenti, di crisi e di cambi di fronte. La bandiera dei pirati sventolerà lì dove la porterà il vento. Riuscirà la ciurma a trovare il tesoretto e soprattutto lo vedremo anche noi? O finirà in fondo al mare?????????
lunedì 7 maggio 2007
L'italia sana perde le staffe.
Riporto pari pari, la lettera di un lettore di Repubblica oggi sul sito di quest'ultima. Mi ha molto colpita, descrive pienamente il periodo "medievale" che stiamo vivendo. Anche i più tolleranti alla fine dicono basta!
Aiuto, sono di sinistra ma sto diventando razzista
GENTILE Augias, ho 49 anni, vivo a Roma, lavoro al Quirinale, ho studiato, leggo buoni libri (credo e spero), mi interesso di politica, leggo ogni giorno 2 quotidiani, guardo in tv Ballarò e Matrix e voto a sinistra, sono stato candidato municipale per la Lista Roma per Veltroni. Cerco di insegnare alle mie figlie i valori della tolleranza e della nonviolenza, dell'importanza dell'istruzione, delle buone letture e dello studio, l'etica del lavoro e del sacrificio per ottenere qualcosa di duraturo e vero nella vita. Lotto ogni giorno, al loro fianco, contro la cultura del nulla e dell'apparire, contro i Tronisti e le Veline e i Grandi Fratelli. Ma questo è un altro discorso e quindi torno subito a me ed alla mia richiesta di aiuto. A 49 anni sto diventando un grandissimo razzista e non riesco a sopportarlo. Non c'è stata una molla scatenante, un atto di violenza compiuto verso di me o la mia famiglia o amici, ma un continuo stillicidio di fatti letti, di violenza vista, di sicumera da impunità, di moralità calpestata, di identità violata e violentata, di fatti raccontati da persone sconosciute su un tram o una metropolitana. Ad una signora anziana che ha tossito (forte e ripetutamente) sul tram la giovane ragazza slava seduta davanti a lei ha detto: "Se sei malata devi scendere, vecchia!!". Alle mie rimostranze sia la ragazza che il suo accompagnatore hanno semplicemente risposto: "Tu che c.. o vuoi, fatti i c.. i tua", proprio così tua, alla romana. Altro giro sul tram, affollato. Sale una vecchietta, si avvicina ad una ragazza di colore, la più vicina all'entrata e seduta tra altre 2 persone anziane e, gentilmente, le chiede il posto: prima non risponde e poi, all'insistenza dell'anziana biascica un "vaffanc.. vecchia pu..ana". Il vecchietto seduto si alza per darle il posto: io intervengo per dire che non è giusto, lei è giovane e può benissimo alzarsi per una vecchietta. Quella si alza, mi guarda, dice qualcosa e poi mi sputa la gomma americana che ciancicava: l'ho presa per il colletto e l'ho sbattuta fuori dal tram, alla fermata. Tutti ad applaudire ma io mi sono vergognato come un ladro per la mia reazione ed alla fermata successiva sono sceso.
Lavorando al Quirinale ogni tanto vado a comprare un panino in piazza Fontana di Trevi: ho sventato 2 borseggi da parte delle zingarelle. Ad un turista di Palermo ho fatto recuperare tutto il bottino che gli era stato trafugato e, appena mi accorgo della loro presenza di branco in caccia, avverto la polizia che staziona alla fontana: nessuno si muove perché devono stare vicino alle moto o alle macchine. Ed allora capisco che Fontana di Trevi è terra di nessuno, tra decine di venditori di pistolette che fanno le bolle di sapone e di quegli aggeggi rumorosissimi che si lanciano in aria e fanno il verso dei grilli mentre le bande imperversano. Di fronte agli stupri che avvengono, troppo frequentemente, in varie città italiane, mi chiedo: e se io stuprassi una giovane araba alla Mecca o a Casablanca, se venissi preso dalla locale polizia a cosa andrei incontro? E se a Bucarest, in metropolitana, avessi accoltellato un giovane rumeno per una spinta ricevuta, che mi avrebbero fatto le locali autorità? Perché devo essere sempre buono ed accogliente con i nomadi, ahi tasto dolentissimo e pericolosissimo, quando questi rubano, si ubriacano, violano la mia casa e la mia intimità, quando rovistano nei cassonetti e buttano tutto fuori, quando mendicano con cattiveria e violenza, quando bastonano le immigrate che non vogliono prostituirsi, quando sbattono i bambini in strada o mandano i figli a scuola con i pidocchi? Perché se chiedo l'espulsione immediata dei clandestini violenti e ladri e meretrici e protettori di meretrici vengo immediatamente accostato a Eichmann? Perché lo schieramento politico che mi rappresenta, se io chiedo certezza delle pene e della detenzione, mi risponde con Mastella che nomina direttore generale del Ministero di Grazia e Giustizia quel Nuvoli Gianpaolo che, secoli fa ormai, ai tempi di Mani Pulite, ebbe a dire di Borrelli "se il procuratore fosse condotto alla forca sarei in prima fila per assistere all'esecuzione"? Perché quando Fini, allora competitor di Rutelli a sindaco di Roma, propose di spostare i campi nomadi fuori dal Gra di Roma, tutti noi della sinistra (quindi me incluso ed in prima fila) gridammo "tutti i fascisti fuori dal raccordo" ed ora, a più di quindici anni di distanza, prevale l'idea del mio sindaco e del prefetto di compiere in tutta fretta questa operazione smentendo così, sostanzialmente, tutta la politica fin qui seguita dell'integrazione e dell'accoglienza solidale? Perché devo sopportare lo strazio umano di vedere per le strade, di giorno e di notte, giovanissime prostitute schiave senza che a qualcuno, di destra prima e di sinistra ora, sia venuto in mente di vietare la prostituzione in strada cambiando semplicemente la legge in vigore? Però se i cittadini delle zone interessate scendono in strada e reclamano, con le ronde e con le fiaccole, un minimo di decenza ed anche di lotta alla schiavitù ecco subito le anime belle gridare al fascismo ed al ritorno delle camicie brune. Sta crescendo ogni giorno di più l'intolleranza, sta montando l'odio per lo straniero e nessuno fa nulla per spegnere queste pericolosissime braci. Centinaia di persone come me, che hanno sempre litigato con tutti per difendere chi entra in questo Paese, che si sono battute come leoni contro l'intolleranza e la violenza xenofoba, sono stremate e ridotte, ormai, alla schizofrenia. Io voglio spegnere quelle braci prima che si trasformino in un incendio di rancori e violenza, non voglio lasciare più il monopolio della legalità alla destra e quindi non capisco, perché dare il voto locale agli immigrati, dopo 5 anni di permanenza nel nostro Paese, quando in nessun grande Paese dell'Europa Occidentale questo avviene. So benissimo, come tutti gli italiani, che in Italia, ogni giorno, mille e più reati, anche odiosissimi, vengono compiuti da miei connazionali, nessuno crede veramente che la sicurezza venga messa a repentaglio solo dagli immigrati, non voglio e mi opporrò con tutte le mie forze al dagli allo straniero. Ma voglio legalità, voglio la cultura della legalità in questo benedetto Paese, voglio che chi sbaglia paghi. Claudio Poverini
Lavorando al Quirinale ogni tanto vado a comprare un panino in piazza Fontana di Trevi: ho sventato 2 borseggi da parte delle zingarelle. Ad un turista di Palermo ho fatto recuperare tutto il bottino che gli era stato trafugato e, appena mi accorgo della loro presenza di branco in caccia, avverto la polizia che staziona alla fontana: nessuno si muove perché devono stare vicino alle moto o alle macchine. Ed allora capisco che Fontana di Trevi è terra di nessuno, tra decine di venditori di pistolette che fanno le bolle di sapone e di quegli aggeggi rumorosissimi che si lanciano in aria e fanno il verso dei grilli mentre le bande imperversano. Di fronte agli stupri che avvengono, troppo frequentemente, in varie città italiane, mi chiedo: e se io stuprassi una giovane araba alla Mecca o a Casablanca, se venissi preso dalla locale polizia a cosa andrei incontro? E se a Bucarest, in metropolitana, avessi accoltellato un giovane rumeno per una spinta ricevuta, che mi avrebbero fatto le locali autorità? Perché devo essere sempre buono ed accogliente con i nomadi, ahi tasto dolentissimo e pericolosissimo, quando questi rubano, si ubriacano, violano la mia casa e la mia intimità, quando rovistano nei cassonetti e buttano tutto fuori, quando mendicano con cattiveria e violenza, quando bastonano le immigrate che non vogliono prostituirsi, quando sbattono i bambini in strada o mandano i figli a scuola con i pidocchi? Perché se chiedo l'espulsione immediata dei clandestini violenti e ladri e meretrici e protettori di meretrici vengo immediatamente accostato a Eichmann? Perché lo schieramento politico che mi rappresenta, se io chiedo certezza delle pene e della detenzione, mi risponde con Mastella che nomina direttore generale del Ministero di Grazia e Giustizia quel Nuvoli Gianpaolo che, secoli fa ormai, ai tempi di Mani Pulite, ebbe a dire di Borrelli "se il procuratore fosse condotto alla forca sarei in prima fila per assistere all'esecuzione"? Perché quando Fini, allora competitor di Rutelli a sindaco di Roma, propose di spostare i campi nomadi fuori dal Gra di Roma, tutti noi della sinistra (quindi me incluso ed in prima fila) gridammo "tutti i fascisti fuori dal raccordo" ed ora, a più di quindici anni di distanza, prevale l'idea del mio sindaco e del prefetto di compiere in tutta fretta questa operazione smentendo così, sostanzialmente, tutta la politica fin qui seguita dell'integrazione e dell'accoglienza solidale? Perché devo sopportare lo strazio umano di vedere per le strade, di giorno e di notte, giovanissime prostitute schiave senza che a qualcuno, di destra prima e di sinistra ora, sia venuto in mente di vietare la prostituzione in strada cambiando semplicemente la legge in vigore? Però se i cittadini delle zone interessate scendono in strada e reclamano, con le ronde e con le fiaccole, un minimo di decenza ed anche di lotta alla schiavitù ecco subito le anime belle gridare al fascismo ed al ritorno delle camicie brune. Sta crescendo ogni giorno di più l'intolleranza, sta montando l'odio per lo straniero e nessuno fa nulla per spegnere queste pericolosissime braci. Centinaia di persone come me, che hanno sempre litigato con tutti per difendere chi entra in questo Paese, che si sono battute come leoni contro l'intolleranza e la violenza xenofoba, sono stremate e ridotte, ormai, alla schizofrenia. Io voglio spegnere quelle braci prima che si trasformino in un incendio di rancori e violenza, non voglio lasciare più il monopolio della legalità alla destra e quindi non capisco, perché dare il voto locale agli immigrati, dopo 5 anni di permanenza nel nostro Paese, quando in nessun grande Paese dell'Europa Occidentale questo avviene. So benissimo, come tutti gli italiani, che in Italia, ogni giorno, mille e più reati, anche odiosissimi, vengono compiuti da miei connazionali, nessuno crede veramente che la sicurezza venga messa a repentaglio solo dagli immigrati, non voglio e mi opporrò con tutte le mie forze al dagli allo straniero. Ma voglio legalità, voglio la cultura della legalità in questo benedetto Paese, voglio che chi sbaglia paghi. Claudio Poverini
venerdì 4 maggio 2007
Vota Papa Ratz

Non c'è niente da fare il nostro caro pontefice se le va a cercare e i suoi collaboratori ci mettono su il carico da 90!
Il I maggio al concertone romano per la festa del lavoro, un'esternazione del presentatore Andrea Rivera ha scatenato ira funeste.
Testuali parole:
“Il Papa ha detto che non crede nell'evoluzionismo. Sono d'accordo, infatti la Chiesa non si è mai evoluta. Non sopporto che il Vaticano abbia rifiutato i funerali di Welby. Invece non è stato così per Pinochet, per Franco e per uno della banda della Magliana".
L'Osservatore Romano lo ha definito un terrorista (forse perchè ha un pò il look da talebano?), prendendo di fatto a prestito l'abitudine di molti politici che definiscono qualsiasi forma di dissenso o manifestazione del pensiero, terrorismo. Cori di consensi all'Osservatore, da parte della politica.
La corsa spasmodica ad avallare le idee e le esternazioni del Papa, da parte di molti politici, mi fa sospettare che non si tratti di una semplice caccia ai voti dei cattolici moderati. Ma una spudorata, corte spietata, ad un possibile candidato premier alle prossime elezioni. Visto che i leader di entrambi gli schieramenti hanno stufato le rispettive coalizioni, tutti puntano ad accaparrarselo! Che colpo sarebbe ehhhhhh? Chi riuscirà ad aggiudicarsi i suoi favori.
Morta la DC e all'orizzonte i vari tentativi più o meno riusciti di una sua ricostruzione (con il partito democratico nel centro-sinistra e la fantomatica riunione dei centristi moderati nel centro- destra), l'appoggio della chiesa è determinante. Secondo loro. Perchè tutto questo andazzo sta annoiando e sospetto che alle prossime elezioni (vicine o lontaneche saranno), si presenteranno 4 gatti.
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